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18/11/2017, 09:10

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FUORI-DALL’ORDINARIO


 la viticoltura a Monte Ilice - Etna Sud Est



Levigne di CANTINE DI NESSUNO si trovano in uno dei postipiù belli del parco dell’Etna, una zona punteggiata da ripidi conetti eruttivispenti che guardano direttamente il mare. Siamo sul versante Sud-Est dell’Etna,a circa 12 km da Catania, nel comune di Trecastagni, in località Monte Ilice eCarpene, ad un’altitudine che varia tra i 600 e i 900 mt. 
Particolarissimo ilmicroclima, unico per l’elevato gradiente termico giorno-notte (escursioni termichefino a 30° in primavera-estate) e per il terreno vulcanico sabbioso,particolarmente drenante e ricchissimo di minerali a reazione subacida.MONTE ILICE è uncono vulcanico inattivo, un cratere avventizio posto sul versante sud-orientaledell’Etna, compreso nel territorio dei comuni di Trecastagni, Viagrande eZafferana Etnea (CT). Sieleva fino a una altezza di 908 m s.l.m. e presenta, nella parte sommitale, unadepressione centrale, residuata dall’antica attività vulcanica del cratere, chegli conferisce una pendenza di oltre il 40%, obbligando gli operatori adeseguire tutte le lavorazioni colturali manualmente.Secondoalcuni antichi scritti, il cono eruttivo si sarebbe formato a seguitodell’attività vulcanica iniziata intorno al 1030 d.C., quando fuoriuscì unacolata lavica che, percorsi circa dieci chilometri, si riversò infine in marenei pressi di Pozzillo. 
Ilsuo nome deriva dal leccio (Quercus Ilex), che abbonda nel territorio delmonte. Il rilievo è compreso all’interno del Parco regionale dell’Etna, eprecisamente nella zona B. È lungo il suo dorso esposto a levante, con unapendenza che raggiunge il 40%, che sorgono i vigneti di Cantine di Nessuno, ovesi raccoglie nerello mascalese e mantellato, carricante e catarratto.Ilversante orientale del conetto è prevalentemente coltivato a vigne e frutteti,mentre quello occidentale si caratterizza per la presenza di boschi di leccio edi castagno.Aipiedi del monte si trovano l’abitato di Fleri (frazione di Zafferana Etnea) ela contrada Poggiofelice (già Malopasso). 
 LAFUNIVIA - Esiste sul Monte Ilice, una vecchia funivia che parte daquota 750 m.t.,s.l.m., fino a raggiungere quota 900 mt., quasi a lambire lasommità del Monte per una lunghezza di circa 300 mt.Questaparticolare funivia, allevia un po’ le fatiche degli operatori-contadinispecialmente durante la fase di vendemmia, trasportando, il più velocementepossibile, le uve appena raccolte dalla sommità del Monte, fino alle pendicidello stesso, per poi, con rapidità, farle arrivare in cantina. Vieneusata anche per la movimentazione degli attrezzi che servono per tutte leoperazioni colturali. 
 CONTRADACARPENE - Alle spalle del dorso di Monte Ilice, rivolto a sud econfinante con Monte Gorna, si trova contrada Carpene, dove l’Azienda ospita,nel piccolo palmento, le degustazioni, e coltiva un vigneto di Nerellomascalese e nerello cappuccio (o mantellato) e, in parte, di carricante,catarratto e minnella.Siamoa quota 750 - 800 m s.l.m. e l’area presenta un folto bosco in sommità, dovesorge una casetta rurale che la storia dice essere quella in cui si rifugiò lafamiglia di Maria, protagonista di "Storia di una capinera" diGiovanni Verga, per sfuggire all’epidemia di colera che colpì Catanianell’estate del 1854.Unvecchio palmento del XIX sec. è incorporato nel pendio della collina, con lasua apertura nella parte superiore delle pareti posteriori (a monte dellastruttura) dove le uve, un tempo, entravano e venivano raccolte nei bacini dipietra per poi essere pigiate.
03/11/2017, 10:50

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CIN-CIN-CON-LA-STAMPA-FRANCESE


 "Quando uomini e montagne si incontrano, grandi cose accadono" (William Blake).



In questi giorni, nostri graditi ospiti per un giro illustrativo tra vigneto e cantine di #Nuddu, #Nerosa, #Nenti e #Apum, una giornalista ed un fotografo inviati di una prestigiosa testata francese per un servizio sull’Etna ed il suo territorio.
Dal punto di vista meteo, la giornata - non delle migliori, vista l’imperitura estate dei mesi alle spalle - ha avuto la clemenza di consentirci una scarpinata su Monte Ilice per raggiungere, tra i filari di @CantinediNessuno, un buon punto d’affaccio sull’intero vigneto, sull’area montana sud-orientale e sul Mar Ionio. Oltre, lo Stivale, e nell’aria, un interesse crescente per la vita sui pendii del Vulcano tra i "più emblematici e attivi del mondo", incluso dal 2013 nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Due professionisti attenti, Bernadette Gilbertas e Oliver Grunewald, autori di reportage in ogni parte del mondo, amanti della natura e, specie Oliver con le sue foto, conoscitori di vulcani. Gli abbiamo mostrato il processo produttivo del vino, spiegando le caratteristiche delle uve autoctone e del metodo di produzione scelto, insieme al nostro concept teso tra le radici della tradizione e lo sguardo all’innovazione. 
Una lunga intervista è stata rilasciata loro dal produttore di Cantine di Nessuno, Seby Costanzo, accompagnato dal sales manager Raffaele Zappalà.Piace, questa nostra Sicilia. Da sempre, e non disturberemo i nomi dei grandi apripista come Goethe che svelarono al mondo la sua bellezza nei tanti elementi di richiamo per i viaggiatori, mentre ci preme richiamare il trend attuale.In Sicilia il turismo tira, e ultimamente, anche tanto. 
L’Etna è in cima agli elementi di interesse dell’isola e non esiste a livello internazionale magazine di viaggi che non gli abbia dedicato un pezzo e/o non torni a scriverne di anno in anno.
Che anche la viticoltura e l’enologia dell’Etna emergano all’attenzione, e che #cantinedinessuno sia interpellata da un illustre magazine, ci lusinga e ci trova disponibili affinché la Sicilia possa essere conosciuta nella sua varietà e non univocamente nello stereotipo di arretratezza e immobilismo economico. 
Non sappiamo cosa scriveranno di noi. Lo scopriremo nel novero dei lettori, ma in ogni caso, la nostra degustazione guidata di Nuddu, Nerosa, Nenti e Apum, si è aperta con un brindisi: à la santé (dell’Etna e dei suoi vigneti).
02/11/2017, 15:20



UN’OTTIMA-ANNATA-


 L’Etna è davvero speciale



Quasi un mese di vendemmia, questa del 2017,che per noi sull’Etna è iniziata il 13 settembre con la raccolta dell’uva perla base spumante e si completata dopo un mese con l’ultimo nerello per ilnostro CRU. 
Una vendemmia da ricordare, una stagioneparticolare. Il mese di agosto è per noi un mese ditrepidazione, di attesa, di verifica sulla qualità dell’uva e di salute deivigneti, monitorati per tutto il mese di luglio. 
Ci aspettiamo la consuetaburrascata di agosto, speriamo che sia sempre benefica e trepidiamo per lepossibili grandinate che allontaniamo con il cuore.  
Leprevisioni di raccolta hanno dovuto tenere conto, quest’anno, dellastraordinaria vampata d’agosto. Neppure un giorno di pioggia, non si è vistaacqua dal cielo dall’inizio dell’estate. Avevamo scampato la gelata di aprile,che pure ha bloccato la vegetazione di poche piante, ma temevamo che il fortecaldo non consentisse una maturazione adeguata. 
L’Etna, si sa però, è unterritorio unico e sa trovare sempre il lato buono della medaglia. 
 Lo stato di salute, quest’anno è statopressoché perfetto, pur se quasi tutti si aspettavano un calo della produzione,che in effetti si è verificato in altre zone rispetto a quella dei nostrivigneti. Non sovalutare il perché della diversa reazione dei terreni di Monte Ilice, ma sobenissimo che questa vendemmia ci ha regalato uno straordinario prodotto, uvaperfetta e una quantità maggiore di raccolto, quasi senza necessità diselezione. 
Forseperché l’Etna è davvero speciale. 
Un paio di giorni di pioggia e temperatureideali a settembre hanno decisamente rinfrancato le uve stressate dal fortecaldo e migliorato il loro destino. La faticadi una viticoltura eroica necessaria per vendemmiare nella nostra zona interreni impervi ci è stata ricompensata anche con un raccolto che ha superatole aspettative. 


Sarà un’ottimaannata. 
Ce lodicono i primi vagiti dei vini che stiamo preparando da questa vendemmia. Non ciresta che attendere, quindi, mettendo nel nostro bagaglio la meravigliosaesperienza che ogni anno la vendemmia ci riserva, avendo sempre qualcosa dainsegnarci. 



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